Che seguiate o meno il calcio, vi sarà sicuramente capitato di sentire negli spot anti pirateria slogan come «La pirateria uccide il calcio»: si tratta della campagna anti-pirateria che la Serie A, insieme alle altre leghe del sistema calcistico italiano, diffonde ogni anno sui propri canali social per sottolineare l’importanza della fruizione delle partite attraverso un regolare abbonamento.
Le campagne anti-pirateria nel calcio sono ormai diventate una costante, dal momento che, secondo gli amministratori della Serie A, questo fenomeno causerebbe un buco monetario notevole nelle casse della Lega, tutto documentato nella pagina ufficiale. È anche per questo motivo che la lotta contro la pirateria va avanti ormai da diversi anni.
Quest’anno, infatti, come di consueto, in occasione dell’avvio della nuova stagione, la Lega Serie A ha diffuso uno spot che condanna fermamente la pirateria. Tuttavia, si tratta di uno spot dalla qualità discutibile, generato interamente con AI.
Questo spot anti pirateria pubblicato da Serie A, che porta avanti una battaglia concettualmente condivisibile, condanna la pirateria e sottolinea come l’utilizzo di servizi di terze parti possa essere pericoloso e rischioso per gli utenti che scelgono di visionare gli incontri senza sottoscrivere un abbonamento alle piattaforme che detengono regolarmente i diritti di trasmissione del campionato.
Se, negli anni precedenti, la Lega ha affidato a professionisti la realizzazione di queste campagne, quest’anno ci troviamo di fronte a una campagna che porta avanti una battaglia concettualmente giusta, ma che finisce paradossalmente per cadere negli stessi errori dei soggetti che intende criticare.
Molti utenti, infatti, hanno fatto notare nei commenti sotto il post su Instagram come la Lega abbia realizzato uno spot contro il furto di contenuti e del lavoro altrui, rappresentato dai calciatori e dai professionisti che operano nel sistema calcistico, senza tuttavia ricorrere ad artisti altrettanto professionisti che avrebbero accettato volentieri di lavorare al fianco di un’istituzione di tale importanza e che, invece, si sono visti scavalcati da un prodotto di bassa qualità come questo, come succede a tanti altri professionisti in molteplici occasioni differenti. Una scelta che, secondo molti, finisce per sminuire la credibilità del messaggio veicolato dal video:
“Quando usi l’AI rubi sempre il lavoro ad un professionista del settore, che potrebbe farlo in maniera più professionale. Proprio come chi usa il pezzotto fa con voi.”
nonepiudomenicaofficial su Instagram
Buona Serie A.

Insomma, la Serie A ha finito per sprecare un’occasione: il messaggio era corretto, ma il modo scelto per veicolarlo lo rende paradossalmente poco credibile, nonché un autogol clamoroso da parte della Lega. D’altro canto, ricordiamo che anche il governo, qualche mese fa, ha realizzato un video con AI per promuovere la nuova Carta di Identità Elettronica (CIE).