Su editings.eu, ormai da diversi anni, parliamo dell’estrema validità della suite Affinity come una delle migliori alternative, se non la migliore, a software come Adobe Photoshop, Illustrator e InDesign e, col tempo, abbiamo realizzato più di una recensione e un video sul nostro canale YouTube.
La suite di Affinity, prima di essere acquisita da Canva ed essere conseguentemente stata resa gratuita per tutti, veniva venduta a un centinaio di euro attraverso un unico pagamento, con la possibilità di poterne usufruire in maniera perpetua, eliminando di fatto ogni abbonamento, una caratteristica che, in un periodo in cui le big tech ci portano a pagare sempre di più per possedere sempre di meno, ha fatto breccia nel cuore degli utenti.
A oggi Affinity è gratuito per chiunque grazie a Canva ma, pur conservando tutte le sue chicche interessanti, sono cambiate parecchie cose dalla nostra ultima recensione. Motivo per cui, in questo articolo, vi proponiamo una versione aggiornata tenendo conto delle principali novità.

Affinity Designer, Photo e Publisher fusi in un’unica app
La differenza più evidente per chi proviene dalla versione 2 è l’integrazione delle tre celebri applicazioni in un’unica interfaccia. Una soluzione che permette di sfruttare al meglio gli strumenti dell’ecosistema Affinity e di lavorare in un ambiente unificato, mantenendo i progetti in un unico formato di file, con estensione .af.
I progetti realizzati con Affinity V2 possono essere aperti anche nella nuova versione di Affinity, consentendo di riprendere il lavoro già svolto senza dover ricominciare da zero. I file possono essere convertiti nel nuovo formato di progetto, così da sfruttare le funzionalità dell’ambiente unificato. A questo si aggiunge il supporto per un’ampia gamma di formati di terze parti, tra cui PSD e AI, che facilita lo scambio di documenti con altri software di grafica e amplia le possibilità di collaborazione tra diversi flussi di lavoro.
Chiarito che Affinity V2 è ancora scaricabile e attivabile per tutti coloro i quali hanno acquistato una licenza, l’utilizzo di Affinity è vincolato a un account Canva: vale a dire che, una volta installato il programma, vi verrà chiesto di effettuare l’accesso al vostro account Canva per poter iniziare a sfruttare Affinity che, come salta subito all’occhio, presenta un’interfaccia estremamente fedele a quella a cui siamo stati abituati.
Per chi conosce già la suite Affinity, passare alla nuova versione risulterà estremamente intuitivo. La principale novità è rappresentata dai tre ambienti di lavoro, Vettore, Pixel e Layout, che riuniscono rispettivamente le funzionalità di Designer, Photo e Publisher in un’unica applicazione.
Viene così superato il precedente sistema basato su StudioLink, che permetteva di accedere agli strumenti delle diverse applicazioni Affinity direttamente all’interno di Publisher. Nella nuova versione, invece, tutti gli strumenti sono integrati in un unico ambiente di lavoro, senza dover aprire o alternare applicazioni differenti.
A differenza di una piccola parte di professionisti che continua a preferire un ecosistema basato su singole applicazioni, noi abbiamo apprezzato molto l’approccio di un unico ambiente integrato che riduce i passaggi e velocizza il lavoro.

Gli strumenti di Affinity
Continuando con la nostra recensione di Affinity, ricalcando Photoshop, Illustrator e InDesign, offre una vasta gamma di strumenti in grado di assistere i professionisti nel settore creativo nella creazione di progetti editoriali, social, tipografici e quant’altro. Ciò che ci viene offerto, anche se proveniamo da software Adobe, ci permette di lavorare in tutta serenità senza rimpiangere, per la stragrande maggioranza dei casi, l’ecosistema della big tech statunitense.
Noi di editings.eu, per la creazione di assets e grafiche sia per il nostro progetto che per i nostri clienti, facciamo un intenso utilizzo della suite Affinity. Dal momento che si tratta di un software gratuito, possiamo installarlo su un numero illimitato di dispositivi compatibili e portare sempre con noi i nostri progetti e continuare a lavorare senza alcuna limitazione imposta da una licenza che, spesso e volentieri, limita il numero di installazioni simultanee.
Ciò detto, possiamo tranquillamente affermare che Affinity offre degli strumenti che, utilizzati in sinergia, soddisfano grosse esigenze professionali.
Tuttavia, con l’aggiornamento dalla versione 2 alla versione 3, non abbiamo potuto fare a meno di notare degli sporadici rallentamenti con progetti particolarmente pesanti per via dei numerosi effetti applicati (vedi l’immagine sopra per un esempio).
Pur trattandosi di episodi piuttosto sporadici, questi problemi ci hanno fatto perdere parte del lavoro a causa di alcuni crash, costringendoci a ricorrere continuamente alla combinazione CTRL + S per il resto della sessione.
D’altro canto, gli sviluppatori rilasciano aggiornamenti in maniera piuttosto frequente. Dunque, confidiamo nel fatto che questo problema venga al più presto risolto.

Canva AI e l’integrazione di Affinity con Canva
Sulla falsa riga di Adobe Firefly, Canva ha messo la sua impronta all’interno di Affinity con Canva AI: un modello di AI generativa che consente di generare immagini o grafiche vettoriali utilizzando un abbonamento attivabile sul proprio account Canva, oltre all’accesso a funzionalità esclusive.
Viene fornito l’accesso, oltre alla generazione di immagini e vettoriali, a funzioni come l’espansione generativa e il riempimento generativo, oltre a strumenti già disponibili di base su altri pannelli come la sfocatura e la selezione soggetto potenziati con AI.
Vale la pena sottolineare che Canva AI risulta inferiore ad Adobe Firefly sia sul piano tecnico sia su quello funzionale. Può comunque rivelarsi utile per chi non ha esigenze particolarmente avanzate, soprattutto considerando il costo contenuto dell’abbonamento.
Se il vostro obiettivo è farvi assistere dall’AI nei vostri progetti, allora Adobe resta senza alcun dubbio la scelta migliore.

Recensione Affinity – Fino a dove può considerarsi “ideale per grandi professionisti”?
Sebbene tra i professionisti del settore il dibattito sulla validità di Affinity rispetto alle app Adobe sia ancora molto acceso, bisogna riconoscere che è soprattutto grazie a queste alternative che, negli anni, sono nate e stanno continuando a svilupparsi per andare incontro agli utenti che vogliono avviarsi verso la creazione di contenuti.
Con l’AI, questo fenomeno si è forse amplificato un po’ troppo, come abbiamo visto con le app di ArtCraft, ma alcune realtà, tra cui Affinity, riescono a stupire la quasi totalità degli amatori, ma anche un grande numero di professionisti (tra cui ci siamo noi).
La superiorità tecnica e funzionale di Adobe è incontestabile: ogni anno l’azienda espande i propri software con funzionalità che i competitor difficilmente potranno implementare nel breve periodo per questioni economiche. D’altronde, Adobe vale quasi 100 miliardi di dollari, contro i 42 miliardi di Canva e i molti, molti meno di altre aziende più piccole ma comunque valide.
L’aggiunta e la potenza oggettiva di uno strumento è dunque subordinata alle possibilità economiche degli sviluppatori che gli stanno dietro.
A oggi, però, non tutti i professionisti arrivano ad avere bisogno della potenza estrema offerta da uno specifico software. Per cui, queste realtà alternative consentono di accedere a strumenti adatti alle diverse esigenze di ogni professionista a un prezzo ridotto o addirittura a titolo gratuito, democratizzando l’accesso alla creatività di ognuno di noi nel grande panorama artistico.
È proprio in questo scenario che, secondo noi, Affinity rappresenta un’ottima soluzione per amatori e professionisti: uno strumento creativo potente, accessibile e relativamente semplice da apprendere, capace di accompagnare gli utenti anche nella realizzazione di progetti sempre più complessi.
